BUFALA: “È morta Kashmir, la tigre dello zoo di Napoli: «Costretta in una gabbia piccolissima, era sopravvissuta anche senza pasti»”

Il Mattino pubblica un articolo contro lo zoo di Napoli (link), dove riporta per filo e per segno le dichiarazioni dei Verdi, Borrelli e Cipullo, i quali confondono la zona adibita all’infermeria [nella foto] con il recinto delle tigri.

Il recinto delle tigri: Le tigri dello zoo di Napoli, in realtà, vivono una vita sanissima in ampio recinto di 1500 mq,  ricco di vegetazione e con una grande vasca che la tigre usava ben volentieri. La gabbia della foto è l’infermeria, area veterinaria in cui Kashmir è stato spostato per monitorare meglio le sue condizioni di salute.

La tigre è morta di vecchiaia: Il fatto che avesse vissuto una buona vita lo prova il fatto che la tigre è morta alla veneranda età di 19 anni per complicanze legate all’età (insufficienza renale e osteoartrite) e non di fame.
L’età media delle tigri che vivono in condizioni idonee in cattività si aggira intorno ai 20 anni ed è molto maggiore rispetto all’aspettativa di vita degli esemplari in natura (la metà, per gli esemplari che raggiungono la maggiore età).

Non c’è rimasta una tigre sola:  Nello zoo di Napoli ci sono quattro giovani e sanissime tigri.

Le tigri non possono essere rilasciate nell’ “habitat naturale”: Trattasi di esemplari nati in cattività da generazioni, alcune di loro un giorno potrebbero rappresentare l’essenziale pool di base per ricostituire una specie ormai estinta.  Oltre che il valore degli zoo legato alla conservazione delle specie a rischio di estinzione, come le tigri, sono altamente educativi, parlo ovviamente di quelli di nuova concezione, dove accanto al creare ampissimi recinti in cui sia ricostituito l’habitat idoneo, si tenti sempre di far riprodurre qualsiasi specie e contemporaneamente di educare le persone al rispetto per gli animali.

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